Perché “selettivo”
Perché la risposta giusta, quasi sempre, è non sviluppare.
Gli strumenti in abbonamento coprono la larga maggioranza dei casi d’uso di una PMI, costano poco e si abbandonano senza danno se la strada si rivela sbagliata. Lo sviluppo su misura ha il profilo opposto: costa, richiede manutenzione e crea una dipendenza da chi l’ha scritto.
Ha senso in tre situazioni. Quando il caso d’uso è stato validato da un pilota e i volumi lo giustificano. Quando nessuno strumento sul mercato copre un passaggio specifico. Quando serve un’integrazione con sistemi che avete già.
Fuori da queste, proporre sviluppo è vendere.
Prima di scrivere una riga
Ogni proposta di sviluppo parte da un’analisi che risponde a quattro domande, e la risposta arriva prima del preventivo, non dopo.
Quali dati servono e in che forma esistono oggi. Quanto costa far girare la cosa ogni mese, considerando che i costi ricorrenti dei servizi di AI crescono con l’uso. Chi risponde di cosa quando l’automazione produce un errore. Cosa succede se un domani cambiate fornitore.
Se una di queste risposte non c’è, il progetto non parte.
Cosa vi resta
Codice, configurazioni, prompt, documentazione: quello che produciamo è vostro. Nessun vincolo di piattaforma, nessuna licenza che vi lega, nessuna configurazione che solo noi sappiamo toccare.
Questo vale anche in senso pratico: la documentazione è scritta perché possa riprenderla un altro fornitore, non perché resti comprensibile solo a noi.